Circolo Tennis Bologna
Viale R. Cristiani, 2
40136 Bologna
Italia
Serata culturale
Megalopolis è una serie di sei documentari ideati e diretti da Francesco Conversano e Nene Grignaffini dedicati alle megalopoli del mondo, realizzati da Movie Movie per Rai. La serie vuole essere una rappresentazione possibile della realtà e dell?immaginario delle megalopoli del XXI° secolo. Una sorta di ?escursione? nel territorio urbano, di volo sulle sue superfici e nelle sue densità, ma anche di penetrazione nella quotidianità e nella soggettività degli esseri umani. È un racconto che si sviluppa fra l?Occidente e l?Oriente, un viaggio attraverso sei megalopoli: Los Angeles, San Paolo, Il Cairo, Shenzhen, Karachi, Tokyo.

Uno studio sulla crescita della popolazione terrestre condotto dalle Università della Carolina del Nord e della Georgia, stabilisce che il 2007 rimarrà una data importante nella storia dell?umanità: per la prima volta la popolazione che vive nelle città ha superato quella insediata nelle campagne. Un secolo fa, solo il 14% della popolazione della terra viveva nelle città, ma si prevede che entro il 2010 negli agglomerati urbani vivrà il 51,3% della popolazione mondiale. Centinaia di milioni di abitanti risiederanno prevalentemente nelle megalopoli.

Megalopolis è quindi l?esplorazione di sei grandi megalopoli, strutture complesse, ma anche molto fragili, nelle quali ogni giorno si affrontano problemi legati alla vivibilità in relazione alla crescita, all?abitabilità (dai grandi slum che rappresentano ormai una caratteristica drammaticamente ricorrente delle megalopoli al fenomeno dello squattering, l?occupazione abusiva degli alloggi), ai problemi legati al lavoro, all?inquinamento, alla criminalità, al controllo e alla sicurezza sociale, all?inclusione e all?esclusione, alla tolleranza, alle relazioni fra esseri umani sempre più soli e lontani, in un mondo in cui la ricchezza e la povertà sono sempre più radicalizzate e dove il divario fra le classi sociali è sempre più ampio. Le città inoltre, mai come oggi, devono saper affrontare e gestire gli effetti prodotti dalle diversità etniche e religiose.

Per rappresentare queste megalopoli del XXI° secolo, la loro crescita, le conseguenze concrete che provocano e che cambiano la geografia del mondo e le condizioni di vita di più della metà della popolazione globale, i sei documentari attingono anche alla science fiction, la letteratura di fantascienza che in anticipo sui tempi aveva già prefigurato le città come luogo dello scontro e delle tensioni sociali, le città di paura che avevano alimentato le pagine di scrittori del secolo scorso come Clarke, Asimov, Ballard, Dick o le città non-luogo come quelle descritte da Marc Augè. E in Megalopolis una voce off riproduce questo immaginario letterario che corrisponde ad una realtà oggi molto spesso più inquietante dello scenario immaginato dagli scrittori.




Il Cairo




IL CAIRO, città che si estende a ventaglio nel delta del Nilo con un?area metropolitana ai margini del deserto in cui vivono circa 17 milioni di abitanti, è la più grande città del Mediterraneo. Il Cairo è una città caotica e inquinata con un alto indice di disoccupazione (ufficialmente il
17%) dove comunque gli abitanti si adoperano a praticare qualunque tipo di lavoro. Nella città, dove dal 1981 vengono applicate le ?leggi d?emergenza?, esiste un forte controllo sociale tra la popolazione.

La struttura architettonica è caratterizzata da una mescolanza di memoria storica e di nuove città satelliti insediate nel deserto che disegnano le periferie e le nuove aree metropolitane della città.

Nel corso di una giornata scandita dalle cinque preghiere islamiche, si intrecciano nella prima parte del film la storia di un guardiano di tombe che abita nella città dei morti, storico cimitero del Cairo, ma anche luogo in cui vivono più di un milione di egiziani che non possono permettersi altri alloggi e che arrivano al Cairo nella speranza di trovare un lavoro.

Parallelamente a questa, la storia di uno zabbalin, Rashad, uno spazzino con
8 figli che vive nella città-spazzatura dove sopravvivono in condizioni sub-umane circa 20 mila persone, famiglie intere coinvolte nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti di tutta la città del Cairo. Senza questa categoria di lavoratori l?intero sistema dei rifiuti della città collasserebbe. Questa attività si tramanda di generazione in generazione e si svolge in casa, nel luogo in cui questi padri, madri e figli tirano avanti mangiando e dormendo insieme ai maiali, nella certezza che il loro futuro non muterà mai.

Nella seconda parte della giornata entra in scena la Cairo luccicante degli shopping mall e dell?élite egiziana attraverso la storia di una moderna donna musulmana di 32 anni, laureata, sposata, con un?ottima posizione sociale e un buon lavoro. Doaa decide un giorno di indossare il velo sedotta da una famosa attrice e da quel momento la sua vita è scandita dalle preghiere e dalla lettura del Corano, alla riscoperta di un fervore religioso che condivide con un ristretto gruppo di amiche.

La storia di Doaa si alterna a quella della vita quotidiana di un giovane profugo sudanese, Micheal, che decide di abbandonare il Sudan e di vivere al Cairo per la mancanza di stabilità nel suo paese. Micheal è cristiano, non ha un lavoro, ed è un rifugiato che frequenta la parrocchia. Come altri rifugiati sudanesi e africani è vittima del razzismo degli egiziani che continuano a considerarli una razza inferiore e a discriminarli.




Indietro